Biglietti da visita: molto più di un semplice numero di telefono. 8 consigli per un buon progetto.

7 Giugno 2007 - di Elena Veronesi

Rettangolari, quadrati o dalle forme più bizzarre: i biglietti da visita sono un modo personale di comunicare la propria identità. Colori, tipografia ed immagini vanno scelti con cura per catturare l’attenzione e farsi ricordare. Ecco alcuni spunti per un buon progetto.

1. 85 x 55 millimetri di comunicazione.
Il potere di un biglietto da visita viene spesso trascurato: in molti lo vedono soltanto come un mezzo per comunicare un numero di telefono o un indirizzo. Ma in realtà non è così. Anche se di modeste dimensioni, un business card può avere una personalità: la vostra. I colori, il contenuto e la forma devono parlare di voi (o del vostro committente) alla persona che lo riceverà. Sono molte le cose che si possono dire anche in pochi centimetri per lato.

2. Chiarezza prima di tutto.
Benché possa presentarsi come progetto isolato, è bene ricordare che il biglietto da visita fa’ parte di un corredo: la letteratura aziendale. Quindi dovrà essere coerente con lo stile di busta e carta da lettere. Premesso ciò è importante non porre limiti alla propria creatività: l’obbiettivo è farsi ricordare. La chiarezza è una caratteristica imprescindibile per un buon biglietto da visita: la sua finzione primaria, infatti, è comunicare dei contatti. Per questo tali dati dovranno essere innanzitutto leggibili.

3. Font.
Al bando i font complessi: su di un formato 8,5 x 5,5 cm il corpo del carattere non sarà superiore ai 10 pt. Quindi troppe grazie o forme insolite avranno l’effetto di confondere il lettore. Sentitevi liberi di scrivere i contenuti in maiuscolo o in minuscolo; ricordate però che il secondo risulta più leggibile per la maggior parte degli utenti.
Prima di andare in stampa controllate sempre la correttezza dei dati inseriti: un “5” al posto di un “3” vi costringerà a ristampare l’interno progetto.

4. Quali dati inserire.
Sicuramente:
- logo della società;
- nome e cognome;
- indirizzo della sede o dell’ufficio;
- numeri di telefono del centralino e fax;
- sito web ed e-mail della società.

Opzionali:
- posizione o professione (nel caso in cui si tratti di un freelance);
- numero di cellulare personale;
- indirizzo mail personale.

5. Perché non inserire anche un head line?
Gli esperti di marketing lo consigliano: oltre ai vostri contatti inserite anche un head line. Il biglietto si trasformerà in una piccola pubblicità. Suggerisce Jay C. Levinson, autore di “Guerrilla Marketing”: “A business card can double as a brochure, a circular, a wallet-size advertisment, and a listing of your services and products. It can open up to become a mini brochure. Costumer appreciate such mini-brochures: their time and space are at a premium, and your card saves them time while taking up little space. Business card can be a marketing weapon.” (“Guerilla Marketing”, Jay Conrad Levinson, 1998)

6. Fronte o retro? Se possibile entrambi.
Pochi centimetri di lato possono limitare un progetto grafico con diversi contenuti. Se avete bisogno di spazio sfruttate anche il retro. Salvo diversa indicazione dal cliente, è preferibile servirsi di entrambi i lati: il progetto si fa’ più articolato e la grafica può svilupparsi su due superfici.
Stampare su ambo i lati ha però il suo lato negativo: il costo, da valutare assieme al cliente. Scegliete una carta di alto spessore: non meno di 300 gr, per evitare che l’aspetto sia di scarso valore.
Con più spazio a disposizione i vari elementi si possono organizzare con più libertà: il logo sul fronte ed i dati sul retro; sul fronte una grafica accattivante come una copertina ed i contatti sul retro; ecc…

7. Formato.
Le dimensioni classiche di un biglietto da vista sono 8,5 x 5,5 cm. In questo modo si può raccogliere il cartoncino nei più comuni porta card. Quando ideate la forma tenete presente anche questo aspetto, perchè formati insoliti sono difficili da archiviare e spesso trovano la loro fine nel porta rifiuti.
Valutate la possibilità di progettare un biglietto da visita pieghevole: si ottengono ben quattro facciate e la possibilità di inserire più contenuto. A tal riguardo, l’autore di “Guerilla Marketing” Jay C. Levinson spiega: “When printing your business cars, think of them as mini-brochures. On them, print your name, address, phone number, logo, fax number, E-mail address, web site and theme line of course. Also included brief body copy – as much as you can fit. Some clever entrepreneurs hand out double-size business card, folded in half. The outside of the cards has the standard business-card information. The inside has a headline, beneath which are listed several features and benefits, products and services. These cards look like business cards but work like brochures. And brochures work well”.
(“Guerilla Marketing”, Jay Conrad Levinson, 1998)

8. Un biglietto che non è un biglietto.
In ultimo qualche spunto “fuori registro”. Se la funzione di un biglietto da visita è quella di veicolare dei contatti, nulla ci vieta di stampare tali informazioni su supporti non proprio standard. Basta dare un’occhiata alle ultime tendenze del graphic design per imbattersi in oggetti davvero alternativi (tazze, braccialetti di gomma, lamette, ecc…).

Alcuni buoni libri:

- BEST OF BUSINESS CARD DESIGN 7, edito da Rockport, 49 euro circa ;
http://www.redonline.it/product_info.php?cPath=47&products_id=280

- WORLD BUSINESS CARDS TODAY, edito da PieBooks, 69 euro circa;
http://www.redonline.it/product_info.php?cPath=47&products_id=153